
Assisti Demenza:
quando restare a casa è possibile
Perché nasce Assisti Demenza
Dopo una diagnosi di demenza, la maggior parte delle famiglie si ritrova sola davanti a qualcosa di enorme. Ricevono un foglio, un appuntamento tra qualche mese e la sensazione che da quel momento in poi tocchi a loro capire come andare avanti.
Il sistema pubblico toscano prevede pacchetti di assistenza domiciliare per le persone con demenza, attivati attraverso la Società della Salute. Funzionano. Il problema è che durano circa quattro mesi e poi finiscono. La famiglia si ritrova di nuovo sola, spesso con una situazione peggiorata rispetto a quando era iniziata. Assisti Demenza nasce per colmare esattamente quel vuoto. Non per sostituire il sistema pubblico, ma per dare continuità a quello che il sistema pubblico ha già avviato e che, senza continuità, rischia di non lasciare nulla.
Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del suo impegno per il welfare territoriale e la non autosufficienza.
A chi si rivolge
Assisti Demenza si rivolge a due figure insieme, perché la demenza non riguarda mai una persona sola.
Da un lato la persona con demenza: anziani over 65 che vivono a casa propria e hanno bisogno di un supporto specializzato per mantenere le capacità residue, affrontare le attività quotidiane, preservare la qualità della vita nelle proprie mura domestiche.
Dall’altro il nucleo familiare: i caregiver, figli, coniugi, parenti, che si fanno carico di un compito gravoso, spesso senza formazione, senza pause e senza sapere cosa aspettarsi il giorno dopo. Ogni famiglia con un membro affetto da demenza coinvolge in media due o tre persone che cambiano la propria vita per farsene carico.
Il progetto ha raggiunto 30 famiglie in Toscana, selezionate sulla base di criteri di fragilità economica e assistenziale oggettivi e verificati, in collaborazione con i Poli Geriatrici territoriali e le Società della Salute del territorio. Per tutte, i servizi sono stati completamente gratuiti.
Come funziona il percorso
Ogni percorso inizia da una valutazione multidimensionale approfondita. Non un modulo, non una lista di servizi standard: una lettura reale della situazione.
Chi è la persona con demenza, in che fase della malattia si trova, quali risorse ha la famiglia, cosa pesa di più, cosa è ancora possibile preservare.
Su questa base viene costruito un piano personalizzato, affidato a un team multidisciplinare che lavora in modo coordinato.
Psicologi, per il paziente e per i familiari. Il carico emotivo della demenza è tra i più pesanti che esistano: ansia, senso di colpa, isolamento, burnout. Ignorarlo non fa che accelerare il collasso dell’intero sistema di cura.
Fisioterapisti, per mantenere le capacità motorie residue, rallentare la perdita di autonomia, supportare la mobilità e le attività quotidiane.
Educatori, per costruire routine stabili, stimolare cognitivamente la persona con demenza, fornire ai familiari strumenti pratici per gestire al meglio le sfide quotidiane.
Infermieri, per il supporto sanitario specifico, il monitoraggio e la gestione dei bisogni clinici.
OSS e OSA, per la presenza e l’assistenza quotidiana, il sostegno nelle attività di base, la continuità della cura.
Il progetto ha previsto due pacchetti di intervento personalizzabili in base alle esigenze di ogni nucleo familiare.
Il primo orientato a una presenza più intensa degli operatori di assistenza diretta; il secondo con un peso maggiore su fisioterapia e supporto psicologico. In entrambi i casi, la durata del percorso è stata di tre mesi, con possibilità di estensione fino a sei per i casi con maggiore complessità assistenziale.
Scopri i servizi di assistenza domiciliare Senex
Il contributo del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo
Assisti Demenza è stato realizzato grazie al contributo del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, che ha creduto nel valore di un modello assistenziale capace di tenere insieme qualità della cura, presenza territoriale e attenzione alle famiglie in condizioni di fragilità economica e sociale.
Il contributo concesso, 120.500 euro su un costo totale di progetto di 143.451 euro, ha coperto la parte principale dei servizi erogati alle famiglie, garantendo la gratuità del percorso per tutti i 30 nuclei coinvolti.
Un progetto che rafforza la nostra rete di cura toscana
In Italia vivono circa 2 milioni di persone con una forma di demenza.
L’80% dell’assistenza che ricevono è ancora informale, fatta da familiari non formati, spesso soli, spesso esausti. Il sistema pubblico fa quello che può, ma lascia un vuoto strutturale che le famiglie si trovano a riempire da sole.
Assisti Demenza dimostra che un modello diverso esiste, funziona e può essere replicato.
Le famiglie che abbiamo incontrato ci hanno mostrato quanto fosse necessario quello che stavamo facendo e quanto poco esistesse prima.
Per questo vogliamo continuare. Se vuoi sapere di più sul progetto, o se ti trovi in una situazione simile a quelle che abbiamo incontrato, scrivici. Capire da dove iniziare è già il primo passo.